22 agosto 2013

La viaggiatrice di O - Elena Cabiati

Questo pomeriggio vi recensisco un altro libro di un'autrice italiana: La viaggiatrice di O di Elena Cabiati.
Uscito nel maggio 2012 a cura della Nord, attualmente è volume unico ma sicuramente ci sarà almeno un seguito visto che la storia rimane in sospeso.

Partiamo da una breve trama come al solito poi passiamo al mio commento.
Galatea è una strega molto potente di quattordici anni, vive nel centro di Torino nel quartiere dove i maghi vivono indisturbati in mezzo agli umani ed è una viaggiatrice. O è il centro della magia bianca e Gala viaggia da un'epoca all'altra per evitare che catastrofi, umani o maghi neri (i negromanti) distruggano reperti preziosi, evitando che la storia si alteri. Ma Gala è una testa calda e le viene affiancato un tutor per cercare di tenerla sotto controllo. La prossima missione prevede di salvare un antico testo alla scuola di San Rocco nella Venezia del 1756, ma c'è in gioco molto più di un testo di magia.

Già dalla trama si intuisce che la missione di Gala non è fine a se stessa ma è inquadrata in un contesto più ampio. Il fulcro principale del libro è la lotta tra il bene e il male, tra due fazioni i cui confini sono così labili che spesso si mescolano come lo yin e yang. La missione diventa quindi un pretesto per attivare una serie di conseguenze che potrebbero portare alla supremazia dei maghi bianchi (la magia buona) o a quella dei maghi neri (i negromanti, quelli cattivi che compiono sacrifici umani eccetera) in egual misura. La bilancia che può cambiare le sorti della battaglia è ovviamente Gala. Passiamo quindi al commento sui personaggi.

Dunque, Galatea è la nostra protagonista e non mi è piaciuta particolarmente. Ho trovato ben poca originalità sia nella sua descrizione fisica sia nel suo carattere, mi sa di già visto. I suoi genitori sono spariti chissà dove nello spazio-tempo e si ritrova da sola: un classico. Il suo potere è gigantesco, ancor più di quello che lei stessa pensa: strano. E ovviamente non è una ragazzina che si piega alle regole, brava e buona ma è una testa calda, fa solo quello che ha voglia di fare e quando vuole, per lei le regole non esistono e si sente superiore a tutti: un altro classico. Mi è sembrato che il suo carattere ricalchi molto quello di Nihal della trilogia delle Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi. Anche lei allergica alle regole, crede solo in se stessa, non si fida di nessuno e mette sempre a repentaglio la sua stessa vita pur di non seguire nessuno. Non ho trovato una particolarità all'interno della sfera emozionale di Gala, mi è sembrata solo una copia di altri eroi di cui ho già letto. Assomiglia molto a Nihal e a Harry Potter: da entrambi prende chiaramente l'enorme potere, la lotta soli contro il mondo e il ruolo di predestinati. Ha molta rabbia dentro di sè e moltissima arroganza: in generale non amo i personaggi arroganti e troppo spavaldi, li trovo ridicoli.
Il tutor di Gala è Kundo, un tempo molto amico dei suoi genitori, che è una via di mezzo tra il nano di Ido (sempre delle Cronache della Troisi) e il Gran Maestro Yoda di Guerre Stellari. Riluttante all'insegnamento come il primo e saggio e potente come il secondo. Kundo non ha un gran spessore psicologico e di lui si conosce ben poco, a parte qualche fatto che viene raccontato. Non ho trovato coinvolgente nemmeno lui e tantomeno il ragazzino della bottega di Melchiorre che, a quanto pare, avrà un suo ruolo della battaglia. Per adesso è messo lì un po' a caso, con pochissimo bagaglio.

La trama è buona ma, come tutto il resto, è poco originale. Ho trovato alcuni spunti interessanti ma non sono stati sviluppati a dovere. Lotta tra il bene e il male, personaggi che dovrebbero essere buoni hanno cattive intenzioni e personaggi che sono stati cattivi per anni diventano buoni per amore (Piton?), sacrificio estremo del protagonista, solite cose.
Il lettore si trova subito in mezzo alle vicende senza quasi nessuna spiegazione e il retroscena dei personaggi si dipana mentre la storia prosegue. Ammetto che un po' di curiosità viene creata soprattutto perchè il background si confonde sempre, a volte sembra una cosa e altre volte sembra il contrario.

La scrittura è scorrevole e il linguaggio utilizzato molto semplice. Vengono preferite le frasi brevi con molte virgole e al massimo due periodi all'interno della stessa frase (molto simile al mio metodo di scrittura) e questo mi è piaciuto, rende chiara la lettura senza troppi giri di parole che spesso appesantiscono le pagine. I dialoghi mancano, secondo me, di originalità, mi sono sembrati spesso banali con troppe ripetizioni. Anche le descrizioni non mi hanno entusiasmato: sono composte di fretta, tralasciano molti dettagli e di certo non sono minuziose. Questo però potrebbe anche non essere un difetto; a me personalmente sono sembrate scarse ma probabilmente a molti risultano più leggere.
La narrazione è in terza persona raccontata dal punto di vista di Gala per la maggior parte del tempo. Ci sono anche contributi di Kundo che per un breve momento segue una sua avventura parallela e degli antagonisti.
La maggior parte dei commenti che ho trovato online sono positivi ma io sinceramente non ho trovato questo libro all'altezza delle aspettative della trama, infatti non è un volume che avrei scelto ma ho voluto provare qualcosa di diverso e anche le prossime letture che vi proporrò non saranno esattamente il mio genere.
Questo, però, non mi sento di consigliarlo ai lettori abituali di fantasy.


Vi lascio il link di ibs: La viaggiatrice di O - Elena Cabiati

Autore: Elena Cabiati
Dati: 2012, 334 p., rilegato
Editore: Nord (collana Narrativa Nord)

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